Il Presidente della Repubblica celebra gli 80 anni della Repubblica italiana e invita a rafforzare fiducia, partecipazione e coesione sociale.

Ottant’anni di storia, democrazia e partecipazione. L’Italia celebra il 2 giugno 2026 l’80° anniversario della nascita della Repubblica, una ricorrenza che richiama le radici della vita democratica del Paese e il valore dei principi sanciti dalla Costituzione.


In occasione della Festa della Repubblica, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio ai Prefetti italiani, estendendo il suo saluto a tutti coloro che operano nelle istituzioni, negli enti locali, nel volontariato e nella società civile, sottolineando il significato di una ricorrenza che appartiene all’intera comunità nazionale.


Il Capo dello Stato ha ricordato come il 2 giugno 1946 rappresentò una svolta decisiva nella storia italiana. Dopo gli anni della dittatura fascista, la tragedia della guerra e la stagione della Liberazione, il popolo italiano fu chiamato a scegliere il futuro del Paese attraverso il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente.


«La Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia»,

ha ricordato Mattarella, evidenziando la straordinaria partecipazione dei cittadini alle urne e il clima di responsabilità che accompagnò quel momento storico.


Particolare rilievo è stato attribuito al ruolo delle donne, protagoniste di una pagina fondamentale della storia nazionale. Per la prima volta, infatti, le italiane poterono esercitare pienamente il diritto di voto, contribuendo in modo determinante alla costruzione della nuova Italia democratica.


Nel suo messaggio, il Presidente ha sottolineato come la memoria di quei giorni fondativi debba tradursi ancora oggi in un rinnovato impegno verso i valori repubblicani. Libertà, uguaglianza, solidarietà e pace restano i pilastri su cui si fonda la convivenza civile e il percorso della Repubblica, oggi inserito pienamente nell’orizzonte europeo.


Mattarella ha inoltre espresso gratitudine verso quanti, nel corso di questi ottant’anni, hanno servito il Paese nelle istituzioni e nella società, contribuendo allo sviluppo della Repubblica e al perseguimento del bene comune. Un riconoscimento rivolto anche ai Prefetti, il cui lavoro quotidiano è definito «prezioso» per la tutela delle libertà democratiche, della legalità e della sicurezza.


Il Presidente ha poi richiamato l’attenzione sulle sfide del presente. Le tensioni internazionali, le crisi sociali ed economiche e le nuove fragilità richiedono istituzioni capaci di ascoltare e comprendere i bisogni delle comunità. Per questo, ha affermato, risultano fondamentali la capacità di dialogo, la vicinanza ai cittadini e l’attenzione alle nuove generazioni.


«Il dialogo, l’ascolto, la prossimità sono canoni essenziali per interpretare ogni civica responsabilità orientata alla coesione sociale»,

ha scritto Mattarella, indicando nella collaborazione tra istituzioni, scuola, associazionismo e società civile uno degli strumenti più efficaci per costruire il futuro del Paese.


Il messaggio si conclude con un invito a consolidare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, alimentando il senso della partecipazione democratica che rappresenta uno degli elementi fondanti della Repubblica.


A ottant’anni dalla scelta compiuta dagli italiani nel 1946, la Festa della Repubblica continua così a rappresentare non solo una ricorrenza storica, ma anche un’occasione per riflettere sul valore della democrazia, della responsabilità civica e dell’impegno comune nella costruzione del bene collettivo.


© Redazione eRreVieRre

Immagine di copertina di brgfx su Magnific


Leggi anche