Dall'Oratorio Estivo ai campi in montagna, dal cammino sulla Via Francigena fino all'esperienza dei giovani a Gualdera.

Un'estate vissuta insieme, fatta di incontri, sorrisi, fatica condivisa e tanta voglia di crescere.

È questo il bilancio che don Riccardo Borgonovo, vicario della Comunità Pastorale San Paolo della Serenza e responsabile della Pastorale Giovanile della Serenza, affida a Serenza Informa al termine delle numerose proposte che hanno animato gli oratori del territorio.


Dall'Oratorio Estivo alle settimane in montagna, dal pellegrinaggio sulla Via Francigena all'esperienza dei giovani a Gualdera, l'estate 2026 ha coinvolto centinaia di bambini, ragazzi, adolescenti, giovani, educatori e volontari in un percorso che è andato ben oltre il semplice intrattenimento.


«L'estate 2026 per le nostre parrocchie è stata una grande occasione di umanità, educazione e crescita», racconta don Riccardo. «Il nostro territorio è stato davvero il luogo di tantissime iniziative che hanno coinvolto tanti ragazzi e tante ragazze insieme a molti adulti che hanno scelto di camminare accanto ai più giovani.»


Non solo numeri, ma relazioni che educano

Se la partecipazione alle attività è stata molto significativa, per il responsabile della Pastorale Giovanile il vero risultato non si misura soltanto con le presenze.

«Al di là dei numeri, che certamente fanno ben sperare, posso dire che il nostro stare insieme è stato di grande qualità. Essere insieme, camminare insieme, condividere un campo da gioco, un tavolo o un servizio per gli altri sono gli aspetti più importanti che porterò con me di questa estate.»


Una riflessione che mette al centro la qualità delle relazioni, vero cuore della proposta educativa degli oratori.


Un cammino che accompagna la crescita

L'estate della Pastorale Giovanile ha preso il via con le settimane di Oratorio Estivo nei quattro oratori della Comunità Pastorale.


Successivamente sono arrivate le vacanze in montagna dedicate ai ragazzi dalla quinta elementare alla terza media, il cammino lungo la Via Francigena, percorso da Bolsena a Sutri con una tappa a Loreto e Porto Recanati insieme agli adolescenti delle scuole superiori, fino all'ultima esperienza vissuta dai giovani a Gualdera, in provincia di Sondrio.


Esperienze differenti tra loro, ma unite da un'unica finalità educativa.


«Partire significa tornare inevitabilmente diversi da come si è usciti di casa. Questi giorni vissuti insieme non devono essere una parentesi straordinaria, ma un modo di vivere che può diventare stile anche nella quotidianità.»


Per don Riccardo, infatti, l'oratorio non è un luogo dove trascorrere il tempo libero, ma un ambiente nel quale imparare a vivere relazioni autentiche, a prendersi cura degli altri e a crescere insieme.


Gli oratori come casa della comunità

Nel corso dell'estate gli oratori si sono trasformati in vere e proprie comunità educanti, capaci di valorizzare i talenti di ciascuno.


Tra le esperienze più significative viene ricordata la nascita della 1ª Coppa Serenza degli Animatori (leggi qui), un torneo interamente ideato, organizzato e gestito dagli adolescenti.


«Gli oratori sono diventati casa: luoghi dove mettere in gioco creatività, capacità organizzative e responsabilità. Luoghi dove si può fare bene, sbagliare, aiutarsi e accorgersi che qualcuno è più in difficoltà degli altri.»


Un segnale importante di protagonismo giovanile che dimostra come, quando ai ragazzi viene data fiducia, siano capaci di assumersi responsabilità e costruire iniziative significative.


Una comunità che educa insieme

Nel suo intervento, don Riccardo rivolge anche un pensiero alle famiglie, agli adolescenti e ai tanti volontari che hanno reso possibile l'estate.


«Non ho visto ragazzi semplicemente "parcheggiati" negli oratori. Ho incontrato genitori attenti, che cercano con fatica di conciliare lavoro ed educazione dei figli; adolescenti che si sono presi cura dei più piccoli con entusiasmo e adulti che hanno messo gratuitamente a disposizione tempo, energie e competenze.»


Una fotografia che restituisce l'immagine di una comunità che educa insieme, dove ciascuno offre il proprio contributo per la crescita delle nuove generazioni.


Semi destinati a portare frutto

L'estate 2026 lascia così un'eredità fatta di relazioni, esperienze e valori.

«Possiamo davvero dirci soddisfatti per aver seminato umanità, educazione, crescita e Vangelo.»


Una semina destinata, secondo il sacerdote, a produrre frutti nel tempo.


«Sono convinto che questi semi porteranno frutto. Non spetta a noi sapere quando. A noi è chiesto di operare gratuitamente, con libertà e passione, continuando a credere nel valore educativo di ciò che facciamo.»


L'invito finale è rivolto a tutta la comunità.


«L'entusiasmo non manca e neppure le forze. Ora è tempo di un po' di riposo, per ritrovarci a fine agosto pronti a ripartire con le attività del nuovo anno pastorale. A tutti rivolgo un augurio di buon riposo e un arrivederci.»


Con queste parole don Riccardo Borgonovo chiude un'estate che, ancora una volta, ha confermato come gli oratori della Comunità Pastorale San Paolo della Serenza continuino a rappresentare luoghi di educazione, amicizia, servizio e crescita, dove bambini, ragazzi, giovani e adulti costruiscono insieme un'autentica esperienza di comunità.



Le immagini dell'Estate 2026 negli Oratori della Serenza