Il museo a cielo aperto che restituisce un'anima a un borgo e una storia a tutti

Con la posa delle ultime due targhe si completa "Il Sogno degli Stone Castle", il museo a cielo aperto dedicato ai leggendari Stone Castle Studios, protagonista del progetto Carimate Borgo della Musica.


Nasce così un itinerario permanente composto da 48 tappe artistiche in acciaio corten e plexiglass distribuite tra le vie del centro storico, capace di raccontare uno dei capitoli più significativi della musica italiana del Novecento. Un percorso che restituisce alla comunità una memoria preziosa e invita cittadini e visitatori a riscoprire un luogo che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della musica.


Quando Carimate diventò la capitale della musica italiana


Tra il 1977 e il 1987, il Castello Visconteo di Carimate ospitò gli Stone Castle Studios, uno studio di registrazione che rappresentava molto più di una semplice sala d'incisione.


Gli artisti vivevano il castello come una vera e propria residenza creativa: soggiornavano nella struttura, passeggiavano nel parco secolare, si confrontavano tra loro e componevano lontano dal ritmo delle grandi città.


In quegli anni vennero registrati oltre 200 album, firmati da alcuni dei più grandi protagonisti della musica italiana, tra cui Fabrizio De André, Lucio Dalla, Pino Daniele, Vasco Rossi, Paolo Conte, Francesco Guccini, Mia Martini, Roberto Vecchioni, Edoardo Bennato, Loredana Bertè, Eros Ramazzotti, i Pooh ed Eugenio Finardi.


Una concentrazione di talento e creatività che ancora oggi rappresenta un patrimonio culturale senza eguali.


Un museo che racconta una storia collettiva


L'obiettivo del progetto non è soltanto celebrare un periodo straordinario della musica italiana, ma restituire quella memoria alla comunità e a tutti gli appassionati.


Passeggiando tra le vie del borgo, ogni visitatore può scoprire che molti degli album che hanno accompagnato intere generazioni sono nati proprio a Carimate.


Ogni tappa del percorso propone una fotografia dell'artista, gli album registrati negli Stone Castle Studios e un verso significativo di una delle canzoni realizzate in quel luogo. In una fase successiva sarà inoltre attivato un QR Code che permetterà di approfondire la storia attraverso contenuti digitali.


La visione di Antonio Casetta


Alla base di questa straordinaria esperienza c'è la visione di Antonio Casetta, fondatore degli Stone Castle Studios.


Fu lui ad avere l'intuizione di trasformare un castello medievale in uno degli studi di registrazione più avanzati d'Europa, creando un ambiente dove nacquero opere entrate nella storia della musica italiana come Creuza de mä, Nero a metà, Come è profondo il mare, Futura, Un gelato al limone e Pigro.


Proprio a Carimate, Lucio Dalla e Francesco De Gregori composero e cantarono insieme Ma come fanno i marinai, mentre Dalla scrisse Come è profondo il mare e Futura. Negli stessi studi mossero inoltre i primi passi artistici Alberto Fortis, Enrico Ruggeri con i Decibel e Luca Barbarossa.


Le ultime due targhe completano il percorso


Le due targhe che completano il museo sono dedicate a figure simboliche.


La prima rende omaggio proprio ad Antonio Casetta, al quale l'intero museo è intitolato, riconoscendo il ruolo fondamentale avuto nella nascita di questa straordinaria esperienza.


La seconda è dedicata a Eros Ramazzotti, testimonianza di come gli Stone Castle Studios siano stati anche un luogo capace di accompagnare la crescita di giovani artisti destinati a conquistare il successo internazionale.


Fondamentale, nella realizzazione del progetto, è stato anche il contributo di Simone Casetta, figlio di Antonio, che ha messo a disposizione documenti, fotografie e testimonianze conservate negli archivi di famiglia.


Un omaggio anche a chi lavorava dietro le quinte


Il museo rende omaggio anche a coloro che, pur restando lontani dai riflettori, hanno contribuito al successo degli Stone Castle Studios.


Tra questi gli ingegneri del suono Ruggero Penazzo, Allan Goldberg ed Ezio De Rosa, insieme ai fotografi Cesare Monti, Renzo Chiesa e Guido Harari, autori di immagini diventate iconiche nella storia della musica italiana.


Un percorso nel cuore del borgo


L'itinerario attraversa il centro storico di Carimate toccando via Giovanni XXIII, via Arnaboldi, via per Subinago, Corte San Bernardo e via Airoldo, trasformando le vie del paese in un vero e proprio museo diffuso.


Ogni targa rappresenta un invito a fermarsi, leggere, ricordare e riscoprire il profondo legame tra il borgo e la musica italiana.


Le prime visite guidate e un museo che si ascolta


Con il completamento del percorso si apre ora una nuova fase.


Le prime visite guidate sono previste per l'autunno nell'ambito della manifestazione Ville Aperte in Brianza, tra gli appuntamenti culturali più importanti del territorio.


Tra le iniziative più originali è prevista una visita accompagnata dal cantautore Renato Franchi, che interpreterà dal vivo una canzone dedicata agli artisti raccontati lungo il percorso.


Un'esperienza che permetterà ai visitatori non solo di osservare il museo, ma anche di ascoltarlo.


Un progetto nato grazie alla comunità


Il museo è stato realizzato grazie al coinvolgimento diretto di cittadini, aziende e associazioni del territorio che hanno scelto di adottare le targhe.


Tra i sostenitori figurano BCC Cantù, Golf Club Carimate, Nuova Giardineria, Il Castello Srl e numerosi altri soggetti del territorio.


Particolarmente significativo anche il gesto di una classe del Liceo Volta di Como, che ha adottato la targa dedicata a Francesco Guccini, dimostrando come la memoria musicale possa diventare uno strumento di dialogo tra generazioni.


Lo sguardo è già rivolto al futuro


Il progetto continua a crescere.


È infatti in corso la raccolta degli oltre 200 LP originali registrati negli Stone Castle Studios, destinati a costituire un futuro Museo del Vinile dedicato alla storia dello storico studio di registrazione.


Parallelamente, la Pro Loco di Carimate sta lavorando alla realizzazione di un volume che racconterà la storia degli Stone Castle Studios in vista del 2027, anno in cui ricorrerà il cinquantesimo anniversario della loro fondazione.


Perché, come dimostra "Il Sogno degli Stone Castle", la memoria non appartiene soltanto al passato, ma rappresenta il punto di partenza per costruire il futuro di una comunità.



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