L’opera del fondatore dell’Association Saint-Camille-de-Lellis per la salute mentale in Africa e nel mondo apre il ciclo 2026/2027 “Rimanere umani”
L’appuntamento è il primo incontro del ciclo 2026/2027 “Rimanere umani”, promosso dal Centro Culturale Luigi Padovese, in collaborazione con TerraLuce Ente Filantropico / Amici di Zinviè e l’Unità Pastorale di Cucciago-Senna.
Una storia personale diventata impegno per gli altri
La vicenda di Grégoire Ahongbonon nasce da una storia personale segnata dal fallimento economico e da un periodo di profonda disperazione. Ex gommista e tassista beninese, Ahongbonon ha trasformato quella esperienza in una scelta di solidarietà rivolta alle persone che, in diverse aree dell’Africa occidentale, vengono emarginate a causa della malattia mentale.
In Benin, Costa d’Avorio e Togo, persone affette da patologie come schizofrenia, disturbo bipolare, epilessia e depressione sono ancora vittime di paura, pregiudizio e superstizione.
Di fronte a questa realtà, Ahongbonon ha scelto di intervenire e di costruire un percorso fondato sull’accoglienza e sulla dignità della persona. Il suo messaggio sintetizza questa visione: «Finché ci sarà un solo uomo in catene, è l’umanità intera a essere incatenata».
Oltre 150.000 persone accolte dal 1988
Dal 1988, l’Association Saint-Camille-de-Lellis ha accolto e curato oltre 150.000 persone, liberandone decine di migliaia e accompagnandole nei percorsi di cura, reinserimento e ritorno alla vita familiare e sociale. L’organizzazione dispone oggi di oltre quaranta strutture tra centri di accoglienza e riabilitazione, laboratori, fattorie e il nuovo ospedale di Adjarra, in Benin.
Al centro del modello Saint-Camille c’è la persona e la sua dignità. Le cure vengono offerte gratuitamente e il percorso di recupero coinvolge la comunità. Alcuni ex pazienti, una volta ristabiliti, diventano a loro volta operatori, infermieri e caregiver, contribuendo così alla cura di altre persone.
L’esperienza ha ottenuto negli anni numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Franco Basaglia, il titolo di “Africano dell’Anno” assegnato dal Daily Trust nel 2015, il Dr Guislain Award, l’Aurora Humanitarian Prize, il Chester M. Pierce Human Rights Award dell’American Psychiatric Association e il Premio Ahmadiyya per l’Avanzamento della Pace.
Salute mentale, medicina e telemedicina
La serata non sarà soltanto la testimonianza dell’esperienza di Ahongbonon. A offrire ulteriori prospettive sul tema della salute mentale e della cura saranno la dott.ssa Chiara Ruffini, psichiatra di Milano, e il dott. Michelangelo Bartolo, pioniere della telemedicina in Italia e autore del libro Matti d’Africa, dedicato alla vicenda di Grégoire Ahongbonon.
La dott.ssa Ruffini porterà il punto di vista della medicina e della psichiatria sul tema della cura e della fragilità. Bartolo approfondirà invece le possibilità offerte dalla sanità a distanza, uno strumento che può contribuire a raggiungere anche persone e comunità difficili da assistere. A moderare l’incontro sarà il giornalista Michele Luppi.
“Rimanere umani”, una domanda per il presente
L’incontro di Cucciago inaugura il ciclo “Rimanere umani”, un titolo che nasce da una domanda particolarmente attuale: in un mondo che cambia rapidamente, che cosa non possiamo permetterci di perdere dell’uomo?
La risposta proposta dal percorso parte dalla dignità, dalla capacità di prendersi cura dell’altro e dal riconoscimento del valore di ogni persona, indipendentemente dalla sua efficienza o dalla sua condizione.
La storia di Grégoire Ahongbonon diventa così anche un invito a guardare alla fragilità con occhi diversi: nessuno è così fragile da non poter essere accolto e ciascuno può contribuire, nel proprio contesto, a spezzare le catene dell’emarginazione.
L’appuntamento
- Sabato 12 settembre 2026 – ore 21
- Auditorium Centro Parrocchiale S. Arialdo
- Via Cantù, 2 – Cucciago (CO)
- Ingresso libero
L’incontro è promosso dal Centro Culturale Luigi Padovese, in collaborazione con TerraLuce Ente Filantropico / Amici di Zinviè e l’Unità Pastorale di Cucciago-Senna.
Immagine di copertina gentilmente concessa dal Centro Culturale Padovese
© È vietata la riproduzione, integrale o parziale, del presente articolo senza preventiva ed espressa autorizzazione del titolare dei diritti.