Domenica 26 aprile ore 10:00 Santa Messa Novedrate ore 12:30 pranzo in oratorio Novedrate ore 14:30 incontro sul Libro del Qoelet con don Alberto e il diacono Antonio
Una proposta di approfondimento spirituale e comunitario dal titolo “Qoelet: il disincanto dell’uomo e la ricerca di Dio”, che invita a confrontarsi con uno dei testi più affascinanti e provocatori della Bibbia.
La giornata di domenica 26 aprile si aprirà con la Santa Messa alle ore 10:00 a Novedrate, seguita alle ore 12:30 dal pranzo comunitario in oratorio, occasione di fraternità e condivisione. Il pranzo prevede un menù con pasta con pomodori confit, salsa di alici e stracciatella, merluzzo gratinato, carote glassate e piselli e biscotto con tartufi al tiramisù. La partecipazione è a offerta libera con iscrizione entro giovedì 23 aprile contattando il diacono Antonio.
Nel pomeriggio, alle ore 14:30, si terrà l’incontro sul Libro del Qoelet con don Alberto e il diacono Antonio, dal titolo “delusione e speranza nell’uomo che cerca Dio”.
Il Qoelet (Ecclesiaste) propone una visione profondamente disincantata della condizione umana. Fin dall’espressione “vanità delle vanità”, emerge la consapevolezza della fragilità e della precarietà dell’esistenza: ogni successo, sforzo o piacere è destinato a svanire nel tempo, segnato dal limite della morte.
Nel contesto della tradizione ebraica, che collegava il comportamento morale alla ricompensa divina nella vita terrena, il Qoelet introduce una visione nuova e inquieta: i giusti non sempre sono premiati e gli empi non sempre puniti. Il caso sembra spesso prevalere, aprendo interrogativi profondi sul senso della vita e sulla giustizia di Dio.
Non emerge ancora una chiara speranza nella vita oltre la morte, ma tutto si gioca nell’esperienza presente. Proprio per questo, il testo invita a riscoprire il valore dei beni semplici — il lavoro, il cibo, l’amore — vissuti come doni di Dio, con sobrietà e gratitudine.
Resta centrale la responsabilità personale: temere Dio e osservare i suoi comandamenti, in un cammino che, pur segnato dal limite, apre alla ricerca autentica di senso. Una prospettiva che trova compimento nella rivelazione cristiana, orientata alla speranza della vita eterna.