Completata e benedetta l’area riqualificata grazie all’impegno dei volontari della comunità
Due cipressi, due colombi in gesso appoggiati su un masso un tempo utilizzato dai contadini per sminuzzare le pannocchie di granoturco e una panchina ricavata da un vecchio gradino in pietra: così si presentava lo spazio situato all’esterno della chiesa, sul lato opposto al gruppo scultoreo della Madonna di Fatima.
Un luogo semplice ma anonimo, che nel tempo ha fatto emergere l’esigenza di una valorizzazione. Il gruppo di volontari della comunità – già protagonista nel 2022 del restauro delle statue – ha raccolto questa sfida, avviando un percorso di riqualificazione.
L’occasione è stata offerta dagli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. A Montesolaro, nonostante la presenza del Gruppo Francescano, mancava infatti una statua dedicata al Santo. A rafforzare l’ispirazione è stata anche una predica di don Mario, che ha ricordato come la vita del Poverello sia stata una continua contemplazione della natura per dare gloria alla creazione di Dio.
Un ulteriore impulso è arrivato dall’ostensione dei resti mortali del Santo, conclusasi proprio nei giorni scorsi.
I volontari hanno lavorato per mesi con impegno e dedizione, affrontando anche alcune difficoltà, come l’attesa della statua in resina proveniente da Lourdes. Il risultato finale è oggi visibile: uno spazio rinnovato, capace di unire memoria, fede e bellezza.
Fondamentale il contributo di diverse realtà del territorio: l’impresa edile dei fratelli Radice per lo spostamento del masso e la realizzazione delle fondamenta; l’azienda agricola di Alberto Marelli per il tappeto verde; il lattoniere Lorenzo Bettio per la nicchia in rame; il marmista Silvano Arnaboldi per la stele commemorativa.
La nuova area è stata benedetta dal parroco nella giornata di domenica 22 marzo, diventando così un luogo di raccoglimento e contemplazione per tutta la comunità.