Venerdì 4 settembre la veglia “Testimoni della Santità” nella chiesa parrocchiale, dopo l’esposizione dello storico Crocifisso. Al centro le figure di San Donato, San Carpoforo, San Francesco, Sant’Antonio e San Giuseppe Benedetto Cottolengo

Davanti al Crocifisso, una comunità si ferma a ricordare e a guardare alla propria storia


Ci sono simboli che appartengono alla storia di un paese e che, generazione dopo generazione, continuano ad accompagnarne la vita.


A Novedrate uno di questi è certamente il Santo Crocifisso custodito nella chiesa parrocchiale, normalmente collocato nel ciborio sopra il tabernacolo dell’altare maggiore e che, in occasione della Festa del Paese e delle celebrazioni dedicate ai Santi Patroni Donato e Carpoforo, viene solennemente esposto ai piedi dell’altare.


Un momento che unisce fede, tradizione e memoria della comunità e che quest’anno sarà accompagnato da una proposta di riflessione dedicata alle figure dei santi.


La Messa di apertura e l’esposizione del Crocifisso


Il programma della Festa ha preso il via giovedì 3 settembre alle ore 20.30, con la Santa Messa presieduta da don Carlo Bosco.


Questa è stata l'occasione per l’esposizione dello storico Crocifisso, davanti al quale la comunità potrà ritrovarsi nei giorni delle celebrazioni patronali.


Un’immagine che per Novedrate non rappresenta soltanto un elemento della tradizione religiosa, ma porta con sé una storia fatta di devozione, preghiera e memoria tramandata nel tempo.


“Testimoni della Santità”: una serata per riscoprire i santi


Venerdì 4 settembre, sarà dedicato alla riflessione con “Testimoni della Santità”, una veglia pensata per riportare al centro alcune figure di santi che hanno segnato il cammino della Comunità Pastorale.


Saranno proposti testi e meditazioni dedicati a San Donato, San Carpoforo, San Giovanni Bosco, Sant’Antonio di Padova e San Giuseppe Benedetto Cottolengo, ai quali si aggiungerà un ricordo speciale di San Francesco d’Assisi, nell’ottocentesimo anniversario della sua morte.


Le meditazioni saranno accompagnate dalle preghiere e dai canti della Corale Carpoforiana.


Non una semplice successione di biografie, ma un percorso attraverso storie, epoche e vocazioni differenti, unite da una stessa domanda: come rispondere oggi alla chiamata alla santità nella vita quotidiana?


Dal martirio alla scelta della povertà, tante strade verso la santità


La serata accompagnerà i partecipanti alla scoperta di alcune figure di santità che hanno segnato la storia della Chiesa e il cammino della Comunità Pastorale.


Saranno raccontate storie profondamente diverse per epoca, esperienza e vocazione: un soldato romano che scelse Cristo fino al martirio, un vescovo che difese la propria fede senza cedere alla paura, un giovane che abbracciò la povertà per amore e un giovane colto che scelse di farsi povero per annunciare il Vangelo.


Accanto a loro, la testimonianza di un sacerdote che dedicò la propria vita ai ragazzi abbandonati e di un prete che si affidò totalmente alla Provvidenza, fino a fondare una casa per gli ultimi.


Percorsi diversi, ma un unico filo conduttore: la scelta di mettere la propria vita al servizio degli altri e del Vangelo, una testimonianza che continua a interrogare anche il presente.


Una santità che parla anche al presente


Il senso della veglia è proprio quello di riportare queste testimonianze nella concretezza della vita di oggi.

La famiglia, il lavoro, le relazioni, la comunità cristiana: è nella quotidianità che, secondo la proposta della serata, continua a risuonare la chiamata a vivere con generosità e attenzione verso gli altri.


I santi non vengono quindi presentati soltanto come figure del passato, ma come compagni di cammino e testimoni capaci ancora oggi di interrogare la vita di ciascuno.


Davanti al Crocifisso, la comunità sarà invitata ad ascoltare queste storie e a lasciarsi provocare dalle loro scelte.


Il Crocifisso e una memoria che affonda le radici nel Settecento


La storia del Santo Crocifisso di Novedrate porta con sé anche testimonianze documentarie che raccontano la devozione della comunità.


Nell’archivio parrocchiale è conservato il volume “Veneranda scuola del Santissimo Sacramento”, nel quale sono riportate testimonianze risalenti al 1774.


In quell’anno il curato Del Bene annotò il pagamento per la realizzazione di quattro quadretti raffiguranti altrettanti miracoli o grazie attribuite al Santissimo Crocifisso, invocato da alcuni infermi del paese.


Si tratta di una testimonianza significativa perché documenta come, già nel Settecento, la devozione al Crocifisso fosse profondamente radicata nella comunità di Novedrate.


I quadretti votivi, realizzati secondo una consuetudine allora diffusa, rappresentavano il modo attraverso il quale le persone rendevano pubblica memoria di una grazia ricevuta.


Al di là della dimensione della fede e della devozione, queste testimonianze rappresentano oggi un prezioso tassello della memoria storica del paese, collegando la comunità contemporanea a una tradizione che attraversa i secoli.


Una storia che continua


È proprio davanti a questo simbolo della memoria religiosa di Novedrate che la comunità si ritroverà per la veglia del 4 settembre.


Un Crocifisso che ha attraversato generazioni, una comunità che si ritrova e le storie di uomini e donne che hanno fatto della propria vita una testimonianza.


La Festa dei Santi Patroni diventa così anche un’occasione per fermarsi, ricordare e riscoprire le radici della propria comunità, lasciando che le testimonianze del passato possano ancora parlare al presente.


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