Conclusi gli Esami di Stato nelle scuole secondarie di primo grado di Figino Serenza-Novedrate e Carimate. La dirigente Stefania Terraneo e il vicario Marco Levera: «Non un'interrogazione, ma un dialogo che racconta il percorso di ogni ragazzo».
Gli esami si concludono con soddisfazione: premiato il lavoro di studenti e docenti
Si sono conclusi gli Esami di Stato conclusivi del primo ciclo di istruzione nelle scuole secondarie di primo grado "Gino Strada" di Figino Serenza-Novedrate e di Carimate, entrambe appartenenti all'Istituto Comprensivo "Figino Serenza".
Quest'anno sono state coinvolte tre sezioni a Figino Serenza e tre a Carimate, per un totale di 128 candidati, chiamati a concludere un percorso scolastico iniziato tre anni fa.
Il bilancio finale è motivo di grande soddisfazione non solo per gli ottimi risultati ottenuti dagli studenti, ma soprattutto per il lavoro educativo svolto quotidianamente dai docenti, che hanno accompagnato i ragazzi nel delicato passaggio dall'infanzia alla preadolescenza, aiutandoli a crescere non soltanto dal punto di vista didattico, ma anche umano e personale.
«Dietro questi risultati c'è il lavoro di un'intera comunità educante. I docenti hanno accompagnato i ragazzi durante tre anni importanti della loro crescita, conoscendoli, sostenendoli e aiutandoli a valorizzare le proprie capacità. L'esame rappresenta il naturale completamento di questo percorso.»
Stefania Terraneo, dirigente scolastica
I risultati degli studenti
I numeri confermano un percorso di qualità.
Sono stati infatti:
- 11 studenti promossi con 10, di cui 5 con lode;
- 25 studenti con voto 9;
- 36 studenti con voto 8;
- 46 studenti con voto 7;
- 10 studenti con voto 6.
Un dato particolarmente significativo riguarda i cinque studenti che hanno concluso l'esame con un voto finale superiore rispetto al voto di ammissione, dimostrando come l'impegno e la determinazione abbiano consentito loro di migliorare ulteriormente durante le prove finali.
Ma, come sottolineano i docenti, i voti raccontano soltanto una parte della storia.
Un esame che mette al centro la persona
Al termine del suo primo anno alla guida dell'Istituto Comprensivo, la dirigente scolastica Stefania Terraneo esprime la soddisfazione condivisa con tutto il personale docente per il modello di esame costruito negli ultimi anni.
«Abbiamo voluto superare l'idea di un colloquio puramente nozionistico. L'obiettivo è offrire ai ragazzi uno spazio nel quale possano raccontare ciò che hanno imparato, ma soprattutto chi sono diventati durante il loro percorso scolastico. Deve essere un dialogo, non un'interrogazione.»
Una scelta educativa che nasce dalla convinzione che gli insegnanti conoscano profondamente i propri studenti e possano quindi creare le condizioni migliori affinché ciascuno riesca ad esprimere il proprio potenziale.
Il "Capolavoro": il racconto di ogni studente
Elemento distintivo del colloquio d'esame è il cosiddetto "Capolavoro", un progetto preparato durante il percorso scolastico che consente agli studenti di raccontare se stessi attraverso esperienze, passioni, competenze e interessi personali.
Ogni elaborato è diverso dall'altro.
C'è chi ha realizzato progetti multimediali, chi ha costruito modellini, chi ha scelto di raccontarsi attraverso le lingue straniere, chi ha valorizzato le proprie esperienze sportive o musicali.
Particolarmente significativo il lavoro di uno studente che, dopo aver vissuto un'importante esperienza di basket insieme a ragazzi con disabilità, ha immaginato il proprio futuro nel 2036 come allenatore di una squadra inclusiva composta da atleti con e senza disabilità. Attraverso un volantino promozionale e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, ha rappresentato il proprio progetto di vita, dimostrando come la scuola possa diventare occasione per riflettere sul futuro.
Altri studenti hanno invece presentato il proprio percorso interamente in lingua straniera, valorizzando il forte investimento dell'Istituto nell'insegnamento linguistico: inglese e tedesco nella sede di Figino Serenza, inglese e spagnolo nella sede di Carimate.
Non sono mancati neppure elaborati legati alla musica, con studenti che hanno eseguito brani strumentali grazie alle esperienze maturate nei corsi extrascolastici o nelle bande musicali del territorio.
«Il "Capolavoro" è il momento in cui emerge davvero la personalità di ogni ragazzo. C'è chi racconta una passione, chi un'esperienza, chi un progetto per il proprio futuro. È il segno di un esame che valorizza la persona e non soltanto le conoscenze.»
Marco Levera, collaboratore vicario della dirigente scolastica
Un esame costruito sulle competenze
Il professor Marco Levera, collaboratore vicario della dirigente scolastica e coordinatore dell'organizzazione degli Esami di Stato, evidenzia come il colloquio sia stato progettato per valorizzare il percorso personale degli studenti.
«Accanto alle prove previste dal Ministero, abbiamo costruito un colloquio che permetta agli studenti di raccontare quello che sono oggi, quello che sono diventati e anche quello che immaginano di essere domani. È un colloquio di competenze, non una semplice successione di domande e risposte.»
L'interdisciplinarità, unita ai percorsi di Educazione civica, consente infatti agli studenti di collegare le diverse discipline e dare significato alle esperienze vissute durante il triennio.
Inclusione e attenzione a ogni studente
Grande attenzione viene riservata anche all'aspetto inclusivo.
«I nostri docenti conoscono molto bene i propri studenti e progettano l'esame affinché ciascuno possa affrontarlo nelle condizioni migliori. L'obiettivo è mettere ogni ragazzo a proprio agio e consentirgli di esprimere davvero le competenze maturate.»,
sottolinea la dirigente Stefania Terraneo.
Quando necessario vengono utilizzati anche strumenti facilitatori, come flash card appositamente predisposte, che aiutano gli studenti ad orientarsi nel colloquio, collegare le diverse discipline e sviluppare una riflessione personale.
L'obiettivo è permettere a ogni ragazzo di valorizzare talenti, conoscenze e competenze, mettendolo nelle condizioni migliori per affrontare il momento conclusivo del percorso scolastico.
Un lavoro che inizia fin dal primo giorno di scuola
La progettazione dell'Esame di Stato non nasce negli ultimi mesi dell'anno scolastico.
«Già all'inizio dell'anno, durante i primi Consigli di classe, iniziamo a riflettere su come costruire il colloquio finale. Ogni anno lo ripensiamo per renderlo sempre più aderente ai ragazzi che abbiamo davanti e alle loro caratteristiche. Anche gli studenti sono curiosi e ci chiedono fin dai primi giorni come sarà l'esame.»,
racconta Marco Levera.
Un lavoro condiviso che coinvolge tutti i docenti e accompagna gli studenti durante l'intero percorso scolastico.
Uno sguardo al futuro
La dirigente Stefania Terraneo guarda già al prossimo anno scolastico.
«A settembre riprenderemo la riflessione sull'Esame di Stato insieme ai docenti. Vogliamo continuare a migliorarlo, rendendolo sempre più vicino all'esperienza degli studenti e sempre meno una tradizionale interrogazione. La scuola deve valorizzare i talenti, le competenze e la crescita di ogni ragazzo.»
È un'impostazione che racconta una scuola capace di evolversi, di ascoltare i propri studenti e di considerare l'esame non come un punto di arrivo, ma come la conclusione di un percorso educativo costruito giorno dopo giorno grazie all'impegno condiviso di docenti, famiglie e ragazzi.
Per l'Istituto Comprensivo di Figino Serenza, gli Esami di Stato rappresentano così non solo una verifica delle conoscenze acquisite, ma soprattutto la testimonianza di una scuola che accompagna ogni studente nella scoperta dei propri talenti, nella crescita personale e nella costruzione del proprio futuro.