Venerdì 15 maggio 2026 alle ore 20.45 presso la Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso di Cucciago

Il Centro Culturale Luigi Padovese, in collaborazione con l’Unità Pastorale Cucciago-Senna, propone il sesto appuntamento del ciclo “Ricordati di vivere”, invitando il pubblico a un’esperienza unica di teatro e meditazione.


Protagonista della serata sarà “Francesco e l’infinitamente piccolo”, una profonda meditazione teatrale interpretata da Lucilla Giagnoni, accompagnata dalle musiche di Paolo Pizzimenti.


L’evento si inserisce nell’anno dell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco, offrendo uno sguardo originale e contemporaneo sulla figura del Santo. Non si tratta di una semplice narrazione biografica, ma di un incontro vivo e coinvolgente, capace di parlare al cuore dell’uomo di oggi.


Attraverso la forza del teatro di narrazione, Lucilla Giagnoni ripercorre alcuni momenti essenziali della vita di San Francesco: la rottura con il padre, la scelta della povertà come libertà, l’incontro con Chiara, fino al Cantico delle Creature. Ispirandosi anche agli scritti di Christian Bobin, lo spettacolo diventa un cammino interiore che invita a guardare oltre l’apparenza.


Emergono così parole e immagini che raccontano un uomo capace di riconoscere il mondo come relazione e dono, e non come possesso. Un uomo che ha saputo vedere l’Infinito nell’infinitamente piccolo: nei gesti semplici, nei dettagli nascosti, nella quotidianità spesso trascurata.


In un tempo dominato da successo, efficienza e visibilità, questa proposta invita a rallentare, a riscoprire il valore dell’essenziale e a lasciarsi sorprendere dalla bellezza delle piccole cose. È un invito a una letizia autentica, che nasce da uno sguardo rinnovato e da un rapporto vivo con Dio.


Una domanda accompagna il pubblico al termine della serata: siamo disposti a lasciarci trovare?


Lucilla Giagnoni, attrice, autrice e interprete tra le più apprezzate del teatro di narrazione italiano, è stata allieva di Vittorio Gassman e da anni porta avanti una ricerca che mette in dialogo i grandi testi della tradizione con le domande dell’uomo contemporaneo.


L’ingresso è a offerta libera.