A Figino, Montesolaro e Novedrate sono riprese le attività dopo l’estate. Don Riccardo Borgonovo racconta una proposta che unisce accoglienza, animazione, aiuto alle famiglie e nuove responsabilità per i ragazzi.
Dopo le intense e numerose proposte dell’estate dedicate a bambini, ragazzi e giovani, gli Oratori della Comunità Pastorale San Paolo della Serenza tornano a riempirsi di vita con le attività di settembre.
Un appuntamento che negli ultimi anni è diventato una vera tradizione e che rappresenta, allo stesso tempo, un servizio importante per le famiglie che in questi giorni riprendono il lavoro e un’occasione educativa per i ragazzi, chiamati a vivere nuove esperienze e responsabilità.
Le attività sono iniziate lunedì 31 agosto all’Oratorio di Figino Serenza, nel solo pomeriggio, mentre da martedì 1 settembre sono partite quelle all’Oratorio di Montesolaro, per l’intera giornata. Nello stesso giorno hanno preso il via a Novedrate le attività dedicate ai bambini di Carimate e Novedrate, sempre per l’intera giornata.
In totale sono coinvolti circa 250 bambini e 60 animatori.
A raccontare il significato di questa esperienza è don Riccardo Borgonovo, responsabile della Pastorale Giovanile della Comunità Pastorale San Paolo della Serenza.
Don Riccardo, cosa rappresentano gli Oratori di settembre?
«È un po’ una tradizione di questi ultimi anni e credo sia innanzitutto un bel servizio per i genitori che riprendono a lavorare dopo la pausa estiva.
Ma è anche una bella esperienza per i bambini e per i ragazzi. In particolare, ci sono i bambini che tra pochi giorni inizieranno la prima elementare e che possono così vivere un primo contatto con la realtà dell’Oratorio, ma anche i ragazzi che hanno concluso la terza media e che iniziano ad affiancare i ragazzi delle superiori per entrare nel mondo degli animatori.
Sono tutti molto entusiasti di questa nuova esperienza».
Un passaggio importante anche per i ragazzi più grandi.
«Sì, perché diventare animatori significa iniziare ad assumersi una responsabilità nei confronti degli altri. È un segno di attaccamento all’Oratorio e rafforza i legami con la comunità e tra i ragazzi.
Vedere ragazzi che fino a poco tempo prima erano loro stessi coinvolti nelle attività e che ora iniziano a mettersi a disposizione dei più piccoli è sicuramente una cosa bella e significativa».
Sono circa 250 i bambini coinvolti. Ma accanto a loro ci sono anche molti adulti e volontari.
«L’accoglienza degli animatori e dei volontari adulti che danno una mano può sembrare, forse, qualcosa di scontato, ma in realtà è un dono prezioso per tutti i bambini e i ragazzi.
Pensiamo alle tante persone che permettono concretamente agli Oratori di funzionare: chi prepara da mangiare, chi segue l’infermeria, chi gestisce il bar, chi si occupa delle pulizie. È un vero e proprio investimento della Comunità, fatto di tempo, disponibilità e attenzione».
L’Oratorio di settembre è anche un aiuto concreto alle famiglie.
«Certamente. Settembre è un momento particolare: la scuola sta per ricominciare e molti genitori hanno già ripreso a lavorare. Offrire uno spazio ai bambini e ai ragazzi significa essere concretamente accanto alle famiglie.
Ma non vogliamo che sia semplicemente un servizio di custodia. Anche in questi giorni c’è una proposta educativa e di animazione».
Rispetto all’Oratorio Estivo di giugno e luglio, le attività sono diverse.
«Sì. In questi giorni non ci sono le squadre e i grandi giochi organizzati come durante l’Oratorio Estivo, anche perché i numeri sono più contenuti.
La proposta è maggiormente strutturata sull’animazione, sulla relazione e sulla possibilità di stare insieme in modo più semplice. È un’esperienza diversa, ma non per questo meno significativa».
C’è spazio anche per i compiti delle vacanze.
«Sì, proponiamo anche un momento dedicato ai compiti. È bello assistere, per alcuni ragazzi, alla vera e propria corsa contro il tempo per riuscire a finirli prima dell’inizio della scuola.
Ma anche in questo caso c’è un aspetto educativo molto bello. Capita di vedere ragazzi delle superiori aiutare quelli della primaria. Per loro magari un problema di matematica o un esercizio di italiano può sembrare una cosa banale, ma quando riescono ad aiutare un bambino a completarlo si vede nei loro occhi una grande soddisfazione.
I ragazzi più grandi si sentono gratificati perché mettono le proprie capacità al servizio dei più piccoli, e i bambini sono felici di essere riusciti a superare una difficoltà».
Un’esperienza che crea quindi relazioni tra generazioni diverse dell’Oratorio.
«Esattamente. Credo sia uno degli aspetti più belli. I bambini, i preadolescenti, gli adolescenti e gli adulti vivono insieme l’esperienza dell’Oratorio, ciascuno con un ruolo diverso.
Per i più piccoli è un ambiente nel quale sentirsi accolti; per i ragazzi più grandi diventa anche uno spazio nel quale sperimentarsi, mettersi a disposizione e assumersi delle responsabilità».
Vuole rivolgere un ringraziamento a chi sta rendendo possibile questa esperienza?
«Sì, assolutamente. Voglio ringraziare gli educatori, i volontari adulti e tutti gli animatori per l’impegno che stanno mettendo in questo inizio di settembre.
Un ringraziamento particolare va anche ai volontari dell’SOS di Montesolaro, che ogni giorno preparano il pranzo e le merende, e a tutti gli adulti che si occupano del bar e delle pulizie.
Sono tante persone che lavorano spesso lontano dai riflettori, ma il loro contributo è fondamentale. Senza questa disponibilità e questo lavoro di squadra, gli Oratori non potrebbero offrire ai bambini e ai ragazzi un’esperienza così ricca».
Settembre è anche l’inizio di un nuovo cammino verso l’anno oratoriano.
«Sì. Dopo il mese delle feste patronali, a ottobre ci saranno altri momenti importanti, tra cui la “serata revival dell’estate” e la presentazione del nuovo anno per i preadolescenti e gli adolescenti.
E possiamo già anticipare anche le date delle feste di apertura degli Oratori: saranno domenica 27 settembre per gli Oratori di Montesolaro e Carimate e domenica 4 ottobre per gli Oratori di Figino e Novedrate.
Saranno altre occasioni per ritrovarsi, stare insieme e dare ufficialmente il via al nuovo anno oratoriano».