A dieci anni dalla scomparsa, la comunità ricorda un sacerdote esempio di fede, umanità e dedizione
Nel decimo anniversario della scomparsa di don Giovanni Carlo Cassani (2016–2026), la comunità si raccoglie nel ricordo riconoscente di un sacerdote che ha saputo lasciare un segno profondo nella vita di tanti fedeli.
Nato a Induno Olona l’8 settembre 1919, fu ordinato sacerdote nel 1943 nel Duomo di Milano dal Cardinale Schuster. I primi vent’anni del suo ministero li dedicò ai giovani di Vighizzolo, dove è ancora ricordato come un sacerdote vicino, entusiasta ed esigente, animato da una forte vocazione pastorale. Promosse con convinzione l’oratorio come luogo fondamentale per la crescita educativa e culturale dei ragazzi, contribuendo anche alla fondazione della Compagnia San Genesio.
Nel 1963 arrivò a Figino con la nomina di parroco, iniziando un lungo cammino accanto alla comunità. Qui accompagnò generazioni di fedeli nel loro percorso di fede, sostenendoli con una predicazione efficace e una testimonianza generosa. Sempre attento ai segni dei tempi, seppe coniugare la Parola di Dio con le esigenze della vita concreta, incoraggiando la formazione sia spirituale sia culturale.
Il suo impegno non si limitò all’ambito religioso: affrontò con saggezza anche tematiche sociali e civili, diventando un punto di riferimento autorevole per la comunità.
Raggiunti i 75 anni, lasciò l’incarico di parroco ma scelse di rimanere a Figino, continuando a vivere tra la sua gente. Fino a quando le forze glielo permisero, si rese disponibile per le celebrazioni e per il sacramento della Riconciliazione, accogliendo anche numerosi sacerdoti.
Negli anni della vecchiaia seppe trasformare la fragilità in una testimonianza preziosa: con umiltà e saggezza accettò l’aiuto degli altri, creando relazioni autentiche e mantenendo un ruolo centrale di affetto e guida all’interno della comunità. Per molti fu come un nonno, capace di trasmettere serenità e fiducia.
Nel suo testamento spirituale lasciò un messaggio semplice e profondo: con l’amore per il Signore si può vivere nella pace, crescere nella concordia e costruire una vera comunione. Una pace che nasce dall’amicizia con Dio e si riflette nella vita quotidiana, in famiglia e nel lavoro.
Nel ricordarlo con affetto, la comunità rinnova il suo invito all’unità e alla serenità, affidandolo alla preghiera e traendo dalla sua testimonianza un esempio per il cammino di fede, specialmente nel tempo di Quaresima.