Quando lo smartphone ci avvicina a tutti, ma ci allontana da chi abbiamo davanti.

Fateci caso, quando ne avete la possibilità. Seduti al tavolino di un bar o al tavolo di un ristorante, provate a guardarvi intorno. Noterete una scena ormai diventata quotidiana e che francamente non può che preoccupare. Tante, troppe persone, pur essendo sedute assieme a qualcun altro, hanno lo sguardo continuamente fisso sul proprio smartphone: chi “scrolla” stories sui social, chi scrive o legge su Whatsapp, chi guarda le proprie foto. Mi è capitato troppe volte quest’estate perché sia stata soltanto una coincidenza. E mi sono chiesto: ma quelle due persone, forse una coppia, nemmeno giovanissime, che si trovano a pranzare una di fronte all’altro, perché non si parlano più tra di loro e magari rispondono via messaggio a gente che quando incontreranno dal vivo forse “tratteranno” alla stessa maniera, ovvero lo ignoreranno? Perché il valore dell’incontro e della presenza sta perdendo così tanto significato? Queste persone andranno poi a casa dal locale ricordandosi di aver pranzato “in compagnia” della persona con la quale erano? 


E non sto parlando del controllare il telefonino ogni tanto durante una cena, come chiunque abbia affetti e un lavoro – quindi tutti quanti noi – tranquillamente ormai fa. No. Qui sto parlando di interi pranzi e cene dove gli interlocutori se ne stanno fisicamente assieme, ma mentalmente da soli. O, meglio, sono in compagnia del loro smartphone. Sia chiaro: qui nessuno vuole fare morali da quattro soldi o raccontare ipocritamente che “era meglio quando non c’erano gli smartphone”. Perché anche chi scrive usa quotidianamente il telefonino e lo considera ormai uno strumento fondamentale nel lavoro e nei contatti. Ma ciò che mi preoccupa è l’uso – anzi, l’abuso – che se ne fa quando siamo in compagnia di qualcun altro. A tutti sarà capitato di dover tirar fuori il telefono – che ormai, ammettiamolo, è tutto tranne che un telefono! – mentre eravamo con qualcun altro perché era “fondamentale” rispondere al tal messaggio in tempo quasi reale, seguendo la scia di un’epoca in cui tutti hanno sempre molta fretta. 


Eppure c’è chi trascorre un intero pranzo, un intero aperitivo, una cena, con gli occhi fissi sul proprio telefonino e non sulla persona che ha davanti. Proviamo a guardarci attorno e avremo la conferma di tutto questo. E se qualcuno dovesse trovarsi a leggere queste righe proprio nella circostanza che sto descrivendo, per favore: si fermi qui, metta via il telefono e legga il resto in un altro momento. Nulla ha più valore dello sguardo vero delle persone che abbiamo davanti. 


Fabio Conti


Foto di copertina di magnifico su Magnific utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.


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