Ottant’anni di Repubblica tra simboli nazionali, comunità locali e memoria condivisa.
Il 2 Giugno rappresenta da ottant’anni una giornata fondamentale non solo per la nostra Repubblica, ma anche e soprattutto per gli enti locali che questa nostra Repubblica formano.
E, dunque, rappresenta un momento di orgoglio nazionale partendo proprio “dal basso”. Da quei centri, anche piccoli, che ogni anno cercano di organizzare un momento di incontro, riflessione e celebrazione per sottolineare come ciascun cittadino italiano, ovunque abiti, possa festeggiare questa giornata nel migliore dei modi.
Magari non vedendosi sfrecciare sopra la propria testa le Frecce Tricolori come avviene durante la manifestazione nazionale con la parata militare alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, ma comunque osservando quei segni – anche più piccoli – che permettono di individuare immediatamente il legame della cittadinanza con la Repubblica italiana. In primis il Tricolore, indossato dal sindaco o da un suo rappresentante: colui che rappresenta, in questa circostanza solenne, lo Stato a livello locale.
E c’è stato un 2 Giugno, non molti anni fa, in cui la sfarzosità degli eventi nazionali si è mescolata, all’insegna dell’umiltà, con i territori e i comuni: era sei anni fa, il 2 giugno del 2020, nel periodo clou della pandemia da Covid-19. Il Presidente Mattarella scelse di celebrare l’evento a Codogno, centro del lodigiano dove, circa tre mesi prima, venne individuato il primo caso di coronavirus.
Ma tra i simboli del 2 Giugno e della nostra Repubblica c’è anche un’automobile, un mezzo ufficiale che ricorda l’uso comune degli italiani delle auto nella loro quotidianità. Si tratta della splendida Lancia Flaminia detta “presidenziale”, costruita nel 1961 in soli quattro esemplari, ribattezzati con inomi di altrettanti cavalli purosangue: Belfiore, Belmonte, Belvedere e Belsito.
Quest’anno anche la Flaminia presidenziale festeggia dunque il compleanno numero 65. Venne infatti predisposta nel 1961 per la visita della Regina Elisabetta II d’Inghilterra in Italia, accolta dall’allora presidente Giovanni Gronchi. Oggi delle quattro auto originali il Quirinale ne impiega due. La terza è infatti esposta al Museo dell’Automobile di Torino e la quarta è in dotazione all’Esercito. Ebbene, anche attraverso queste auto simbolo della nostra Italia oggi possiamo celebrare la festa del 2 Giugno.
Fabio Conti
Direttore Responsabile di Serenza Informa
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